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San Gottardo
Patrono di Arten - 5 Maggio
Gottardo, vescovo di Hildesheim. Nacque nel 960 a Reichersdorf (Ritenbach) presso Niederaltaich nella diocesi di Passavia (in Bavaria al confine con l'Austria); era figlio di Ratmundo, un vassallo del capitolo di S. Maurizio di Niederaltaich. In questa scuola capitolare studiò le scienze ùmanistiche e teologiche sotto la guida di Uodalgiso.

Trasferitosi nell'arcivescovado di Salisburgo vi dimorò per tre anni, occupandosi di amministrazione ecclesiastica. Compì numerosi viaggi in terre lontane, tra cui l'Italia, e al ritorno proseguì gli studi superiori presso la scuola del duomo di Passavia, dove insegnava il famoso maestro Liutfiido. Successivamente entrò nel capitolo di Niederaltaich, dove fu eletto preposito. Quando il duca Enrico II di Baviera, detto il Litigioso (951-995), decise di trasformare il capitolo in un monastero benedettino, Gottardo, rimase come novizio e si fece monaco nel 990, sotto l'abate Ercanberto, venuto dalla Svevia. Nel 993 fu ordinato sacerdote, poi divenne priore e rettore della scuola monastica promovendone lo sviluppo sia interno che esterno. Nel 996 fu eletto abate e orientò il monastero di Niederaltaich verso l'ideale monastico di Cluny.
Il futuro imperatore Enrico II (1002-24) gli affidò il delicato ufficio di abate e riformatore, prima del monastero di Tegernsee (1001-1002) e poi in quello di Hersfeld (1005). Con forza paziente riuscì a vincere la resistenza dei monaci ostili alla riforma e, dopo il ritorno a Niederaltaich nel 1013, diresse la costruzione del monastero e della chiesa e vi introdusse una scuola di pittura e di scrittura. Egli infatti è considerato il più grande architetto e pedagogo della Baviera nell'alto Medioevo. Dietro richiesta dell'imperatore Enrico II fu nominato vescovo di Hildesheim (vicino ad Hannover) il 30 novembre 1022, consacrato dall'arcivescovo Aribo di Magonza il 2 dicembre.
Diresse con zelo e affetto paterno la diocesi per quindici anni, famose furono le sue conferenze bibliche, fece costruire e consacrò più di trenta chiese. Nonostante la sua età avanzata, difese virilmente i diritti della sua diocesi contro usurpazioni di prelati e di principi. Conclusi i riti della settimana pasquale mori, dopo breve malattia, il 5 maggio 1038. La canonizzazione fu subito promossa dai suoi successori Bertoldo (1119-30) e Bernardo (1130-53). Il secondo ne lesse (1131) a Liegi la Vita dinanzi a Innocenzo II (1130-43), che promise di canonizzarlo durante il successivo concilio. In compagnia di Norberto di Xanten (divenuto poi santo), arcivescovo e metropolita di Magonza, andò al sinodo di Reims, dove il papa, il 29 ottobre 1131, iscrisse Gottardo nell'albo dei santi.
Il 4 maggio 1132 Bernardo procedette alla traslazione del corpo dalla chiesa abbaziale al duomo, dove il 5 maggio fu celebrata la prima festa liturgica del santo.
Le fonti ricordano che in questa circostanza si verificarono cinque miracoli, per cui si determinò subito un afflusso considerevole di pellegrini dai paesi limitrofi. A ciò e alla fervida propaganda dei Cistercensi e dei Benedettini si deve la rapida diffusione del culto tributato al santo vescovo, oltre che nei luoghi d'origine la Bavaria, in tutte le terre di influenza tedesca, nella Svevia, nella Finlandia, nei paesi slavi del Sud della Svizzera.
L'intercessione di San Gottardo fu implorata contro la febbre, la podagra, l'epilessia, contro le malattie dei fanciulli, le doglie del parto e contro la grandine. Sulle principali vie di traffico San Gottardo divenne il patrono preferito dei mercanti, e ciò spiega perché nelle Alpi centrali siano sorte dappertutto chiese e cappelle in suo onore. Una fama del tutto speciale ottenne la cappella e l'ospizio di San Gottardo sull'antico mons Trernulus (o Evelinus o Ursare). Secondo un'antica tradizione ticinese la chiesetta sul valico del San Gottardo fu edificata da Galdino arcivescovo di Milano (1166-76), la prima testimonianza della cappella è del 1230 mentre l'ospizio è documentato nel 1293.
La nuova Chiesa ha pianta a forma di croce, con ampliamento verso nord-est, occupando parte della piazza, con spostamento dell'Altare Maggiore nell'ampliamento, con variazione
dell'entrata principale nel lato a sud-ovest, modificando l'originario Presbiterio ed il Coro, in un loggiato, laterale alla viabilità principale, direzione Feltre-Fonzaso, infatti
del primitivo impianto rimangono visibili solo le murature laterali e parte del fronte principale e la pavimentazione di recente sistemazione. Dalle cronache locali, la cerimonia
della posa della prima pietra avvenne il 31 marzo del 1932, con i lavori celermente eseguiti, con pietre cavate dal Monte Avena, tanto che già nel mese di luglio dello stesso anno,
l'ampliamento era già completato. Durante i lavori, gli Architetti decidevano una variante in corso d'opera, con l'inserimento della cupola centrale che presto fu eseguita sempre
dagli operai locali, sotto la continua guida dei mastri Pietro Dalla Giustina e Virgilio Toigo; verso la fine di ottobre la Chiesa con la cupola era ultimata al grezzo e collaudata.
Nella primavera del 1933, i lavori vennero ripresi e si terminarono gli intonaci con le cornici tanto all'interno che all'esterno; furono abbattute le vecchie sagrestie e costruite
le nuove a fianco del nuovo Presbiterio; fu inserito l'Altare Maggiore, il pavimento del Coro, la balaustra, le cattedre e sistemato il restante della piazza esterna. Nel periodo
del 1934 si eseguirono altri lavori di abbellimento esterno come l'atrio che ricorda il vecchio Coro (ora loggiato), l'intonaco delle pareti della vecchia Chiesa a ultimazione del
tamponamento eseguito sulle vecchie foronomie, la sistemazione della copertura, la formazione dei cappelli alle porte laterali, con infine una generale imbiancatura sia interna che esterna.
Sempre nell'inverno del 1934, venne inserita la vetrata di Cristo Re, sopra l'ingresso della navata principale, quindi venne ultimato il pavimento dell'ampliamento, con posa di piastre
in marmo verdello e rosso Asiago, e vennero rivestite le otto colonne di sostegno della cupola, sempre con rosso Asiago, ed a completamento dell'opera fu inserito il Battistero. 












Da quella data alla giuristizione politica si sovrappose quella ecclesiastica con i confini della diocesi di Padova ancora attuali. 


